Libri dell'autore
Bellezza della croce
da arbor infelix ad Arbor Vitae. Itinerario tra arte-Vangeli-poesia. L’arte come via privilegiata di evangelizzazione
Antonio G. Miele
pagine: 392
“La gioia ha radici a forma di croce”, sosteneva San Josemaria Escrivà, presbitero spagnolo, parole che riassumono il messaggio del libro, nato, si può dire, in occasione di un mio recente ritorno da Gerusalemme dove, in occasione della quaresima, ho vissuto profonde emozioni percorrendo quel mezzo chilometro di strada dal Pretorio fino al Calvario, luogo di esecuzione della condanna. Gesù porta la sua croce, e lo fa per amore, quell’amore che solo rende spiegabile quel dolore così inaudito. Emozioni che ho riprovato ammirando le splendide croci dipinte del Museo Nazionale di S. Matteo a Pisa, opere attraverso le quali, artisti come Ranieri d’Ugolino o il Maestro della Croce del Santo Sepolcro, operando una sintesi artistico-teologica a volte di estrema intensità, hanno espresso in modo mirabile quel mistero unico della morte e resurrezione di Cristo.
La forza innovativa con cui l’arte di tutti i tempi ha affrontato la tematica della croce e del Crocifisso nelle diverse declinazioni che di epoca in epoca hanno caratterizzano la rappresentazione del Cristo crocifisso, prende voce proprio dalla memoria di un avvenimento drammatico: la passione e morte di Gesù, e il suo superamento. Segni sui quali si basa l’intera religione cristiana, in quanto testimonianza del sacrificio di Cristo per la salvezza dell’umanità. Segni con cui i cristiani sentono di avere un rapporto privilegiato anche se a volte di non facile comprensione.