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Ferdinando Sabatino

Ferdinando Sabatino
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Ferdinando Sabatino

 Ferdinando Sabatino (Milano,1960), si è laureato con Franco Fergnani in Filosofia morale, professore di Filosofia e scienze umane, è stato docente di filosofia e scienze sociali presso la scuola inter-specialistica universitaria per l’insegnamento dell’ Università degli Studi di Milano. Collabora attualmente con la cattedra di Storia contemporanea dell'Università di Macerata dopo aver lavorato per più di due decenni presso i dipartimenti di Storia e di Filosofia dell'Università degli Studi di Milano. Esperto di storia dei sistemi di pensiero, si occupa prevalentemente delle modificazioni socio-culturali prodotte dai sistemi di comunicazione. Studioso di Foucault, Adorno, Habermas, Lévi-Strauss, Ricoeur ha orientato recentemente i suoi interessi sulle trasformazioni generate dal capitalismo e sui conflitti tra capitale, lavoro e identità collettive, utilizzando le interpretazioni più recenti in materia di scienze sociali e di antropologia culturale, da Wallerstein a Ulrich Beck, da Clifford Geertz ad Appadurai e Jack Goody. Recentemente ha pubblicato L’omologazione selvaggia. Per una critica biopolitica della violenza (Padova, 2010). La sfera pubblica immaginaria. Riflessioni su Habermas (Roma, Studium, 2013), L’autonomia come sistema. Dialogando intorno a Foucault, (Padova, 2015), La metafora di Ulisse nel mondo mercificato. Capitale  merce, consumo (Padova, 2018) che costituiscono una sintesi unitaria sui problemi della nostra contemporaneità. E’ autore di saggi e articoli apparsi su Riviste specializzate quali «Nuova Rivista storica», «Il Voltaire», «Sanità scienza e storia», «Scibbolet»

Libri dell'autore

Diario di bordo

Brevi riflessioni sulla società dell’emergenza

Ferdinando Sabatino

pagine: 218

Il libro raccoglie due anni di riflessioni sulle conseguenze che il Covid e le scelte politiche riguardo la pandemia hanno e soprattutto avranno nel prossimo futuro su di noi e sul nostro modo di pensare la società. Scopriamo così perché ogni epidemia, in fondo, ci riporta al senso di verità e dunque alla riflessione autentica, come quella che farà padre Paneloux personaggio centrale de La peste di Camus: “è venuto il momento di riflettere”. Quali cambiamenti antropologici vedremo? Ci sarà ancora spazio per quello che una volta chiamavamo ‘socialità’? Andremo ancora a scuola e nelle università come facevamo prima? Saremo ancora in grado di comunicare oppure la società umana sarà sempre più terreno di divisioni identitarie in gruppi sociali antagonisti tra loro? E qualora ritornassimo alla normalità, potremmo definire ‘normale’ la vita che faremo? Forse è la fine di quella che Bauman ha chiamato ‘‘società liquida‘’, ma non si vede ancora all’orizzonte verso quale tipo di società andremo fatalmente incontro.
16,90 16,06
 

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