Libri dell'autore
La primavera di Gregorio
Lanfranco Maggioli
pagine: 382
Il libro racconta la storia di un giovane di una città italiana di provincia, dall’inizio del Liceo nel 1968 alla laurea in filosofia a Bologna nel 1978.
Mostra come Gregorio – il protagonista – attraversò quel decisivo decennio, che è stato oggetto di innumerevoli ricostruzioni storiche e sociologiche, di rievocazioni partecipate o disincantate, oltre che di accese polemiche pubbliche mai placate. Viene così tratteggiato il complesso processo di formazione politica, religiosa e culturale del ragazzo durante quegli anni, attraverso le sue esperienze, le sue letture e i suoi incontri.
Il racconto, largamente autobiografico, tocca eventi cruciali di quel periodo, dal suicidio di Jan Palach al colpo di Stato in Cile, dalla strage di Piazza Fontana a Milano all’incidente all’Icmesa di Seveso, fino al rapimento e uccisione di Aldo Moro.
Ma tratta anche di vicende più particolari riguardanti gli anni liceali e universitari di Gregorio, sulla base di documenti dell’epoca e con riferimento a fatti realmente accaduti.
Vengono ricordate vivaci discussioni avvenute nei Gruppi di studio, nelle Assemblee, nelle riunioni del Collettivo politico e di altri gruppi frequentati dal giovane nel periodo del Liceo. Si ricordano diversi episodi relativi agli esami, alle lezioni e alle Assemblee degli anni dell’Università. Memorabile fu tra gli altri l’incontro, casuale ed esilarante, con alcuni “indiani metropolitani” bolognesi.
Tra i principali obiettivi del testo vi è quello di tentare di far emergere il clima dell’epoca, quello “spirito del tempo” che la forma narrativa, forse, riesce a rendere in modo più adeguato rispetto a quella saggistica.
Quanto quello “spirito” possa parlare all’oggi, è e sarà oggetto di libera valutazione.