Michele Naim e Teresa Corrado sono personaggi diversissimi, nella cui esistenza si fondono il caso e la malattia mentale, la verità e l’autoinganno, in un insospettabile passato comune che fa da motore alle loro coscienze. Alle soglie della vecchiaia, infatti, il viaggio a ritroso della memoria si incaglia in un tempo doloroso della giovinezza di ognuno dei due: le loro piccole esistenze “normali” sono scosse dalla forza destabilizzante di un ricordo di follia. Il tempo del ricordo sono gli anni a cavallo tra il 1970 e il 1980, anni della rivoluzione di Basaglia, il luogo sono i muri del reparto femminile di un ospedale psichiatrico criminale, quello di Castiglione delle Stiviere, e dentro quegli spazi invisibili una detenuta, Zina, diventa quasi memoria fantasmatica, simbolo.
Biografia dell'autore
Ada Murolo
