Nel 1888 un finanziere inglese, Cecil Rhodes, ingannò un re africano con un pezzo di carta e diede il proprio nome a un intero paese: nacque così la Rhodesia. Nel 1980, quel paese riprese un nome antico di mille anni — Zimbabwe — quello di una città di pietra costruita dai suoi stessi figli. In mezzo, un secolo di conquista, guerra, resistenza e tradimento. Terra bagnata di sangue ricostruisce questa storia per intero, dai popoli precoloniali del Grande Zimbabwe fino alla crisi politica dei giorni nostri, passando per la colonizzazione britannica, la Dichiarazione Unilaterale di Indipendenza di Ian Smith, la sanguinosa guerra di liberazione, il massacro del Gukurahundi e il collasso economico più estremo della storia moderna.
Ma è anche, e soprattutto, una storia di famiglia. Nato a Salisbury nel 1960 da una famiglia di Pieve di Limana (Belluno), l'autore ricostruisce la vicenda di suo nonno Alfredo: internato civile italiano durante la Seconda guerra mondiale, scelse di restare in Rhodesia, trattando i propri operai neri con un rispetto raro per l'epoca — chiamandoli "collaboratori" quando quasi tutti gli altri bianchi usavano ben altri termini. Un libro che non cerca colpevoli facili né vittime comode, e che racconta, con l'onestà di chi quella storia l'ha vissuta sulla propria pelle, la verità di una terra amata e sofferta da così tante persone diverse.
Biografia dell'autore
Alfredo De Bon
