Le parole che ci sorprendono quando siamo dominati dall’emozione, ci sembrano scaturire dagli strati più profondi della nostra vita. Sono parole illuminate da una luce che appare come un’improvvisa profezia liberata dal magma informe dell’inconscio. Si torna così alle origini, alle fondamenta della costruzione che chiamiamo Io. Amnesia è un viaggio nella natura, concepita, nelle sue metamorfosi, come energia della resurrezione e della libertà. Il vento suona e muove – nell’albero fraterno – la dimenticanza del vuoto. È un viaggio nel mondo dei bambini che sanno osservare le nuvole e ascoltare le novità del vento senza esserne consapevoli. Oggi i bambini sono le foglie – movimenti e baci al nulla. È un viaggio nella memoria delle persone più care, quando la tenerezza del ricordo e l’ebbrezza della nostalgia confondono i lineamenti toccando un ventaglio di verità segrete. Il mondo è dimagrito, esangue per lutto – primaverile, fra le sue costole vedo le stelle – frantumarsi ai piedi di Dio lasciando voci. Una forma di amnesia che avvolge, sfocandoli, mondi lontani, per unirli infine con intimi accordi.
Biografia dell'autore
Carlo Attilio Rossi Martelli
