Non è un diario, non è un romanzo, non si tratta di memorie, ma di piccole finestre su una vita di coppia, osservata dal punto di vista di LUI attraverso brevi racconti, dipinti con sfumature di ironico, di amaro, ma anche di scontato e quotidiano (come il caffè che LEI gli serve a letto ogni mattina), dove perfino al limite della banalità l’ovvio si cristallizza in emozioni. Nel gioco dell’assurdo, per la legge del masochismo, potrebbero addirittura considerarsi lettere d’amore, testimonianza di una vita vissuta insieme, dove di fantasioso non c’è nulla se non quello che una donna vorrebbe sentirsi dire, parole come: amore, tesoro, piccola mia, scusa tanto amore mio, perdonami, grazie e così via.
Biografia dell'autore
Felicia Megna
