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Come polvere che si leva
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Come polvere che si leva

Come polvere che si leva

È polvere che si alza, ma anche polvere che viene tolta. Si va al mare con il vecchio postale, i numerosi tornanti, il viaggio e le emozioni della prima volta. Sullo sfondo la Calabria, la spiaggia di un villaggio di pescatori sulla costa tirrenica e il suo entroterra. Il protagonista è un bambino di nove anni, che si trova a trascorre i suoi primi quindici giorni di vacanza al mare. L'arco di tempo va dalla fine degli anni cinquanta, attraversa i sessanta e si conclude ai giorni nostri a Milano dove il bambino, ormai persona matura, vive da tempo.

 

Biografia dell'autore

Franco Staropoli

Franco Staropoli è nato a Rombiolo (VV), si laurea in ingegneria al politecnico di Torino, vive a Milano da oltre quaranta anni.

Il libro di Franco Staropoli è un viaggio nella memoria, illuminata dallo sguardo di un bambino. È il racconto di una esperienza di vita che si snoda nel tempo e s’intreccia, attraverso i ricordi, con le emozioni più intime e le ferite dell’anima, riportandole alla superficie del presente. È vero come scrive Franco che “I ricordi sono i sapori di un tempo che permangono ancora nel nostro presente”, ma occorre lo stupore di un bambino per farne rivivere in pieno il gusto. Lo stesso stupore che a Franco bambino fa scoprire la bellezza e l’incanto del mare, visto per la prima volta, e nello stesso tempo lo proietta nel mondo dei grandi, con la paura di non essere alla altezza delle sfide che le nuove esperienze impongono. Il viaggio con il vecchio “postale” è parte di un’avventura mentale popolata di presenze amiche e del mistero delle cose nuove che l’attendono all’arrivo, quasi presagendo la libertà che gli spazi sconfinati della spiaggia avrebbero concesso ai suoi giochi insieme agli amici. Approdando in un mondo nuovo da esplorare e sperimentare bisogna avere dei punti di riferimento per non perdersi, e la vita in spiaggia offre la possibilità di aggregarsi con i coetanei, perché “l’età fa da discriminante, pochi mesi bastano a fare la differenza”. Si scopre così naturalmente la realtà e la forza del gruppo omogeneo e la presa di coscienza della differenza delle età che si traduce in interessi e libertà diverse. La giornata al mare, riportata nel suo articolarsi di esperienze, diventa così un modo per l’autore per incastonare in un quadro vivo e coerente i suoi ricordi sottraendoli alla staticità e facendoli rivivere come una realtà fondativa del suo presente. Ma la vera essenza del libro sta nel rapporto coi luoghi, che solo in apparenza stanno nello sfondo. Più che descriverli, Franco sembra immergersi in essi, quasi vi fosse un legame di appartenenza vitale impossibile da sciogliere. Come qualcuno ha scritto, noi apparteniamo ai luoghi in cui siamo nati e tutti gli altri luoghi in cui abbiamo vissuto o viviamo non sono che luoghi di passaggio. Per questo sentiamo il bisogno di tornare alle origini, riscoprire i sapori dell’infanzia e lasciare che il vento dei ricordi soffi via la polvere degli anni.

"Come polvere che si leva" è un libro sull’infanzia. Ne descrive i tempi e i luoghi. Il tempo è quello della crescita, del posizionarsi in situazioni in continuo movimento. Da ragazzi si corre, non ci si ferma mai. Fuori ci sono gli amici, la strada, la piazza, il gioco; si ritorna dai genitori solo perché sopraggiunge la fame e bisogna mangiare. Il luogo, come racconta la nostra letteratura, è sempre il natio borgo selvaggio… il dolce paese ove portai conforme l’abito fiero e lo sdegnoso canto…
• C’è la Calabria dei primi anni Sessanta, il suo entroterra, un piccolo paese di pescatori sulla costa tirrenica, dove si arriva con il postale al mattino presto.
• C’è il viaggio - solo una diecina di chilometri - un itinerario tutto in discesa con i numerosi tornanti, e c’è Don Cicciu du Postali alla guida, e poi l’inconfondibile suono della tromba bitonale a compressore del pullman.
• C’è il mare, la grande spiaggia della Marina che, dalla scogliera alla punta estrema, abbraccia oltre nove chilometri di costa.
• C’è il salvagente di Totò ad indicare la modernità. C’è la famiglia, ci sono i parenti, gli zii, i nonni, gli amici, le reti dei pescatori e le loro barche. Si festeggia il Ferragosto insieme.
E’ una grande emozione, al mattino presto, quando si arriva in spiaggia, col
vecchio postale .
• C’è la Gazzosa, la bevanda tipica del tempo. Ci sono il lido e la palizzata col filo spinato che lo separa dal resto della spiaggia.
• C’è Nestore, che non sopporta il caldo, e nel viaggio di ritorno viene collocato sul tetto del vecchio postale.
Si scivola nel tempo e si accompagna il ragazzo lungo la crescita.
• C’è la disgrazia che colpisce la famiglia. C’è la scuola media. C’è l’ITIS, dove per la prima volta, in una regione a tradizione contadina, si impartisce il sapere tecnologico. Si arriva al diploma e poi subito c'è la partenza.
• C’è il treno, la "Freccia del Sud", scagliato come un dardo nella notte.
Si arriva ai giorni nostri e Il libro si chiude con la descrizione di una giornata a Milano, dove il ragazzo - ormai persona matura - vive da tempo.

Come polvere che si leva
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