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Come polvere che si leva
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Come polvere che si leva

Come polvere che si leva

È polvere che si alza, ma anche polvere che viene tolta. Si va al mare con il vecchio postale, i numerosi tornanti, il viaggio e le emozioni della prima volta. Sullo sfondo la Calabria, la spiaggia di un villaggio di pescatori sulla costa tirrenica e il suo entroterra. Il protagonista è un bambino di nove anni, che si trova a trascorre i suoi primi quindici giorni di vacanza al mare. L'arco di tempo va dalla fine degli anni cinquanta, attraversa i sessanta e si conclude ai giorni nostri a Milano dove il bambino, ormai persona matura, vive da tempo.

 

Biografia dell'autore

Franco Staropoli

Franco Staropoli è nato a Rombiolo (VV), si laurea in ingegneria al politecnico di Torino, vive a Milano da oltre quaranta anni.

"Come polvere che si leva" è un libro sull’infanzia. Ne descrive i tempi e i luoghi. Il tempo è quello della crescita, del posizionarsi in situazioni in continuo movimento. Da ragazzi si corre, non ci si ferma mai. Fuori ci sono gli amici, la strada, la piazza, il gioco; si ritorna dai genitori solo perché sopraggiunge la fame e bisogna mangiare. Il luogo, come racconta la nostra letteratura, è sempre il natio borgo selvaggio… il dolce paese ove portai conforme l’abito fiero e lo sdegnoso canto…
• C’è la Calabria dei primi anni Sessanta, il suo entroterra, un piccolo paese di pescatori sulla costa tirrenica, dove si arriva con il postale al mattino presto.
• C’è il viaggio - solo una diecina di chilometri - un itinerario tutto in discesa con i numerosi tornanti, e c’è Don Cicciu du Postali alla guida, e poi l’inconfondibile suono della tromba bitonale a compressore del pullman.
• C’è il mare, la grande spiaggia della Marina che, dalla scogliera alla punta estrema, abbraccia oltre nove chilometri di costa.
• C’è il salvagente di Totò ad indicare la modernità. C’è la famiglia, ci sono i parenti, gli zii, i nonni, gli amici, le reti dei pescatori e le loro barche. Si festeggia il Ferragosto insieme.
E’ una grande emozione, al mattino presto, quando si arriva in spiaggia, col
vecchio postale .
• C’è la Gazzosa, la bevanda tipica del tempo. Ci sono il lido e la palizzata col filo spinato che lo separa dal resto della spiaggia.
• C’è Nestore, che non sopporta il caldo, e nel viaggio di ritorno viene collocato sul tetto del vecchio postale.
Si scivola nel tempo e si accompagna il ragazzo lungo la crescita.
• C’è la disgrazia che colpisce la famiglia. C’è la scuola media. C’è l’ITIS, dove per la prima volta, in una regione a tradizione contadina, si impartisce il sapere tecnologico. Si arriva al diploma e poi subito c'è la partenza.
• C’è il treno, la "Freccia del Sud", scagliato come un dardo nella notte.
Si arriva ai giorni nostri e Il libro si chiude con la descrizione di una giornata a Milano, dove il ragazzo - ormai persona matura - vive da tempo.

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