Questo libro nasce da una passione profonda per il motociclismo, ma va oltre il semplice raccontare prodezze. Si apre con una riflessione sulle qualità psico-fisiche di alcuni tra i più grandi campioni delle varie discipline motociclistiche del passato e del presente: personalità diverse con caratteri diversi, ma tutti accomunati dalla capacità di spingersi oltre i propri limiti. Seguono racconti che attraversano il tempo: dalle esperienze negli anni Settanta, tra escursioni in fuoristrada, gare di regolarità e motocross vissute con un sogno in testa, fino a storie ambientate in un futuro non troppo lontano in cui la moto è ancora il perno su cui tutto gira. Mi sarebbe piaciuto vivere di moto è un libro per chi ama le due ruote, ma soprattutto per chi riconosce nello sport, nella sfida e nella passione un modo per riflettere su ciò che siamo stati, ciò che siamo o su ciò che avremmo potuto essere.
Biografia dell'autore
Luigi Brembo
Negli gli anni ’70 ha preso parte a qualche gara di regolarità e ad alcune gare di motocross e ora gli piacerebbe dedicarsi al supermotard perché, nonostante l’età, dice di sentirsi ancora veloce alla guida della sua Honda CRF 450. Alcuni suoi conoscenti hanno detto che se avesse continuato a gareggiare avrebbe raggiunto buoni risultati, ma sono rimaste chiacchiere perché sul più bello ha appeso il casco al chiodo per dedicarsi ad altro. E’ però risaputo che se il fuoco sacro delle competizioni motociclistiche è stato acceso esso non si spegne più e, dice lui, non si spegnerà nemmeno dopo la morte, perché le passioni non nascono dalla carne, ma dallo spirito e quello non muore mai, ritorna.