Ambientato al tempo della terza crociata nell’Italia centrale, tra le montagne e il mare, questo racconto che tratta di amicizia, di tradimento e di amore, è prima di tutto il resoconto di un viaggio spirituale tra passato, presente e futuro. La sua struttura non è né lineare né circolare, ma evoca quella di una ypsilon, un cammino che nell’andare avanti riporta all’indietro, alle origini e oltre, ponendo i personaggi di fronte a bivi dove compiere una scelta etica non sempre è facile. Per il protagonista sarà necessario scalare una scogliera ripidissima, ma prima dovrà scendere nel ventre della terra. Inizio e fine si sfiorano, così come si confondono tragedia e parodia, bene e male. La tragedia sta proprio nella parodia – nella fattispecie parodia del racconto cavalleresco - nello sconvolgimento dei valori certi; la menzogna non è soltanto confusione personale, ma è il riconoscimento della menzogna più antica, quella dei valori ufficiali che non esitano ad abbracciare la guerra e il conformismo morale come necessari alla stabilità sociale. La catarsi è l’Amore. Ispirato agli eremiti che abitarono un tempo le foreste e le rupi appenniniche, il racconto presenta tuttavia personaggi di pura fantasia, che nulla hanno a che vedere con quei loro antesignani, se non l’Amore per l’universo intero e il disprezzo per le convenzioni.
Biografia dell'autore
Paola Butori
