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Nata in catene
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Nata in catene

Nata in catene

Nata in catene è il racconto autobiografico di una donna cresciuta nella periferia di Napoli, all’interno di una famiglia disfunzionale segnata da violenza psicologica, silenzi e ruoli patriarcali rigidamente imposti. Attraverso una scrittura lucida e priva di autocommiserazione, l’autrice ripercorre il proprio cammino di crescita interiore: dall’infanzia segnata dalla paura, alla perdita del fratello, fino al riscatto rappresentato dallo studio e dalla laurea. Il libro non è solo una storia personale, ma una denuncia del sistema patriarcale che si perpetua attraverso padri padroni, madri rese complici dalla sopravvivenza e una società che normalizza la violenza. La libertà viene raccontata come conquista faticosa, spesso solitaria, ma possibile. La presenza di una relazione sana mostra che un’altra idea di amore e di mascolinità può esistere. Nata in catene è un memoir di rottura generazionale, che trasforma il dolore in coscienza e la memoria in atto politico.

 

Biografia dell'autore

Rosa Incarnato

Rosa Incarnato
Rosa Incarnato è biologa molecolare e nutrizionista. Nata a Napoli, ha unito alla formazione scientifica un profondo interesse per la psicologia e la mindfulness, trasformando la propria esperienza personale in un percorso di consapevolezza. Questo è il suo primo libro autobiografico, nato dal desiderio di raccontare una storia di riscatto e di libertà da un sistema patriarcale che lascia ferite profonde. Vive e lavora a Milano, dove attraverso il suo lavoro accompagna e sostiene molte donne vittime di violenza e soprusi, aiutandole a ritrovare forza, voce e autonomia.

“Nata in catene” di Rosa Incarnato è un memoir intenso, autentico e profondamente umano, capace di lasciare un segno nel lettore già dalle prime pagine. Attraverso una scrittura lucida, diretta e mai vittimistica, l’autrice racconta il difficile percorso di crescita di una donna nata in un contesto familiare oppressivo, segnato da violenza psicologica, silenzi e rigidi schemi patriarcali.

Ciò che colpisce maggiormente è la straordinaria forza emotiva del racconto: Rosa Incarnato non si limita a narrare il dolore, ma lo trasforma in consapevolezza, coraggio e rinascita. Ogni pagina trasmette il peso delle ferite vissute, ma anche la determinazione di chi ha scelto di spezzare le catene del passato per costruire una nuova identità fondata sulla libertà e sull’autodeterminazione.

Il libro affronta temi estremamente attuali e necessari: la violenza invisibile che si consuma dentro molte famiglie, il ruolo imposto alle donne, il senso di colpa, la paura, ma anche il potere salvifico dello studio, della cultura e dell’amore sano. “Nata in catene” non è soltanto una storia personale: è una denuncia sociale forte e coraggiosa, che invita a riflettere su quanto certi meccanismi siano ancora radicati nella società contemporanea.

Lo stile dell’autrice è semplice ma incisivo, capace di arrivare dritto al cuore senza artifici. La lettura scorre veloce, ma il contenuto rimane dentro a lungo. È uno di quei libri che fanno male e bene allo stesso tempo: male per la crudezza delle esperienze raccontate, bene perché mostrano che il riscatto è possibile.

Un’opera autentica, coraggiosa e necessaria, consigliata a chi ama le storie vere che parlano di resilienza, libertà e rinascita interiore.

Nata in catene
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