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Gianluigi Vecchi

Gianluigi Vecchi
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Gianluigi Vecchi Co-fondatore, presidente e amministratore delegato nelle aziende del gruppo MEGA (Consulting, Education, Search), è stato dirigente e amministratore in pmi, multinazionali, società di consulenza di management. Si occupa di organizzazione, modeling, business analytics. È stato Vicepresidente di APCO – Associazione Professionale Italiana Consulenti di Management. Laureato in Economia, è stato docente e preside negli Istituti Tecnici, e formatore in corsi, seminari e master per consulenti di direzione e manager. Ama la musica jazz e classica, e le camminate.

Libri dell'autore

Le piramidi di Montevecchia

Il segreto della mummia

Gianluigi Vecchi

pagine: 176

Le Piramidi di Montevecchia, qui raccontate, sono ormai meta di moltissimi turisti e camminatori; facilmente accessibili e osservabili, dalle loro cime il panorama ripaga ampiamente la (lieve) fatica della salita. Di tutte le teorie e leggende sulla loro origine, quella che ne attribuisce la realizzazione alle tribù montevecchine neolitiche, mi ha particolarmente intrigato. Per cui mi è venuta voglia di inventare una storia che avesse a che fare con queste nostre meraviglie locali. Quel che ne è uscito è stato alla fine un racconto che, preciso, è solo frutto della mia fantasia (malata?). D’accordo, c’è una mummia, ci sono dei morti ammazzati, degli assassini, ma non si tratta di un giallo; e nemmeno di un thriller simil-storico-archeologico. E allora? Come per miei precedenti racconti montevecchini, si tratta piuttosto di una fiction brianzoleggiante; questa volta con qualche strana avventura neolitica, e uno spizzico di fantascienza. Ah, dimenticavo: sparsi qua e là potreste trovare anche alcuni principi etici, espressi dai protagonisti della storia. Se ritenete di non condividerli, passate pure oltre, senza problemi. Loro non se la prenderanno di certo.
14,00 13,30

Lucia e Renzo

Amore e stalking a Montevecchia

Gianluigi Vecchi

pagine: 174

Lucia e Renzo? Certo, i promessi sposi. Tutti abbiamo letto il libro (no? Peccato, Manzoni è un fuoriclasse). lo me li sono perfino sognati, questi due innamorati. Che però, nel sogno, stavano in Brianza a Montevecchia, un paesino del Ducato di Milano, allora sotto il soffocante dominio della Spagna; e dei suoi arroganti feudatari locali, che spadroneggiavano e vessavano gli abitanti con i loro bravi, fuorilegge al loro soldo. Uno di questi signorotti, un certo don Rodriguez, si era incapricciato di Lucia, promessa sposa di Renzo, e voleva "farsela" (mi si perdoni il linguaggio poco manzoniano, ma efficace). Era arrivato al punto di minacciare il parroco, don Abbondanza, per impedirne le nozze. Nel frattempo erano saltati fuori nel sogno altri personaggi manzoniani, che però non rispettavano troppo il copione originale; anzi, spesso e volentieri scantonavano di parecchio. E che vivevano delle strane vicende, un po' diverse da quelle scritte da don Lisander: come negli episodi della monaca di Monza, della peste (rivisitato ai tempi del Covid), di padre Cristoforo, dell'Innominabile, e di altri noti personaggi del romanzo. Vabbè, non approfondisco ulteriormente, per non spoilerare la lettura ai miei quindici lettori, dieci in meno di quelli immaginati da Manzoni per il suo libro.
11,00 10,45

Carlambrogio indaga

Delitto a Montevecchia

Gianluigi Vecchi

pagine: 172

Un misterioso delitto viene a turbare la quiete di Montevecchia, un paesino del Regno Lombardo-Veneto, in alta Brianza. Il capo della guarnigione austriaca, di stanza nella frazione di Ca’ del Soldato, deve indagare sul crimine, per riferire ai suoi superiori a Milano. Come in altre occasioni, ritiene opportuno ottenere la collaborazione della personalità ritenuta più saggia ed influente del paese: Carlambrogio. Il quale, da parte sua, accetta ben volentieri l’intrigante sfida, e si presta a collaborare attivamente alle indagini. Coinvolgendo anche l’amico scrittore e filosofo Cesare Brivio, che successivamente racconterà l’intera vicenda. Il caso sarà risolto nel giro di pochi giorni, mentre nel frattempo a Milano esplode la rivolta delle cinque giornate, del marzo 1848. Il manoscritto di Brivio sarà ritrovato molti anni dopo, nella biblioteca di Montevecchia; o, per lo meno, così asserisce l’autore…
11,00 10,45

Primo Levi, maestro d’organizzazione

Riflessioni e divagazioni su temi di organizzazione tratti dal libro “La chiave a stella

Gianluigi Vecchi

pagine: 78

Tutti conoscono Primo Levi, lo scrittore testimone dell’inferno dei Lager. Forse però non tutti sanno, o ricordano, che Levi, chimico, è stato per anni anche il direttore di un’azienda di vernici. Scommetto però che non sono in molti ad immaginarselo come un maestro dell’organizzazione. Eppure, agli esperti di organizzazione, basterebbero solo poche frasi rivelatrici, tratte dal suo libro “La chiave a stella”, per riconoscergli a pieno titolo anche questo ruolo. “Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra: ma questa una verità che non molti conoscono.” Quale consulente di organizzazione potrebbe trovare una migliore motivazione per il lavoro? Anche se oggi il principio si è un po’ arrugginito; e viene maltrattato dagli slogan di certi irresponsabili. Avendo contratto molti debiti di riconoscenza nei confronti di Levi, anche come maestro di organizzazione (e di vita), mi sono messo a selezionare e a commentare, con qualche divagazione, una piccola raccolta di principi organizzativi stralciati dal suo libro, riportati tipo quaderno di appunti; cercando di classificarli e raggrupparli in maniera coerente. E così mi sono accorto di essermi imbattuto in questi attualissimi temi di organizzazione (ma non solo): Competenze, Amore per il lavoro, Leadership, Complessità, Autonomia e Proattività. A cui ho aggiunto alcune osservazioni e riflessioni, suggerite da una lunga pratica professionale.Vabbè, spero di non annoiarvi troppo. Se succede, non è certo colpa di Levi, ma solo mia.
11,00 10,45
 

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