Libri dell'autore
XXXVII
Luigi Laffranchi
pagine: 234
Nome: Sovaj... di fatto: Selvaggia.
Vivo così la vita, secondo le mie regole, senza rimpianti, sempre in conflitto con me stessa e con chi dovrei amare: mia figlia Janis che mi ritiene un’irresponsabile; mia madre, per la quale sono inaffidabile; per gli uomini semplicemente “usa e getta”; assassina per la mia ex-migliore amica. A malapena voglio bene a me stessa, figuriamoci se m’importa degli altri! L’unica persona che ho amato veramente è stato Logan, anche se non l’ho mai incontrato. Una passione vissuta in quella scatola di sardine che era la mia camera da adolescente, bramata così intensamente, che ascoltando la sua voce uscire dal giradischi, diventavamo due amanti che godevano su di un letto singolo, come se fosse un matrimoniale, dando un senso a un corpo in crescita e soprattutto a quel mondo incasinato fuori dalla porta della mia stanza. Logan col tempo, è diventato l’unico punto fermo, la mia ancora in quel mare in tempesta che era, ed è la mia vita. Ora lui è morto, sono rimasta sola... La celebre e controversa Rock Star dovrà effettuare l’ultimo viaggio e io sarò lì con lui! Ho intrapreso un pellegrinaggio seguendo le sue orme, in compagnia di due personaggi un po’ allo sbando come me, scoprendo che dietro lo specchio della celebrità può esistere il male assoluto come fine ultimo delle azioni, un buio così nero che neanche una fulgida fiamma come Logan è riuscita a illuminare. Ho capito che un singolo numero (XXXVII) vuole fare la differenza, che dietro alle maschere non ci sono volti, che sotto i vestiti non ci sono corpi, ma il vuoto dell’anima in cui precipitare fino a distruggersi da sola...ma questa oscurità non è riuscita a prendermi, perché IO non appartengo a nessuno...il mio IO sopravvive, perdura, perché non ha forma e non può’ essere catturato...
Perché nel bene e nel male sono quella che sono!
Nome: Sovaj... di fatto: Selvaggia
Le barchette in parole
Luigi Laffranchi
pagine: 64
Cosa riesce a far rigenerare l’anima più della poesia? Quante volte le parole, sono state l’appiglio per la scalata verso le nostre emozioni? Queste pagine raccontano dei miei pensieri che galleggiano sul mare delle mie incertezze, delle mie paure, dei miei timori. Questa barchetta naviga accarezzando la mia felicità di un momento, il mio amore ed il mio tormento, aiutandomi, anzi salvandomi, non facendomi affogare. In queste poche pagine, salperemo a bordo della mia barchetta di carta e svestendomi di ogni pudore o timore, ogni poesia sarà un porto, dove solo le parole che ho scritto, vestiranno la mia immagine.
Il santino diviso
Luigi Laffranchi
pagine: 268
Andrea è stanco , Andrea ha già vissuto troppo… Il suo corpo malato vuole arrendersi ma la sua mente no. Come può abbandonare il mondo senza aver cercato di spiegare...Di spiegare il dolore della guerra, la paura che ti paralizza... Di quel santino strappato...Il perché dell'amore più grande mai provato prima...Non di certo al figlio egoista e distante o alla figlia apprensiva e insicura… Sarà la giovane ed irrequieta Marta ad allietare gli ultimi giorni di Andrea con la sua passione per la vita, per la musica rock e sempre alla ricerca di risposte a raccogliere l'eredità dell'uomo e a svelarne i segreti, quando ormai lui non ci sarà più …Scoprirà la verità sul passato di Andrea, vittima del rancore e della vendetta ma ciò che per lei risulterà determinante, sarà conoscere sé stessa...Perché ciò che accomuna le generazioni è il desiderio di riparare agli errori del passato per rinascere a nuova vita.