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Nome: Sovaj... di fatto: Selvaggia.

Vivo così la vita, secondo le mie regole, senza rimpianti, sempre in conflitto con me stessa e con chi dovrei amare: mia figlia Janis che mi ritiene un’irresponsabile; mia madre, per la quale sono inaffidabile; per gli uomini semplicemente “usa e getta”; assassina per la mia ex-migliore amica. A malapena voglio bene a me stessa, figuriamoci se m’importa degli altri! L’unica persona che ho amato veramente è stato Logan, anche se non l’ho mai incontrato. Una passione vissuta in quella scatola di sardine che era la mia camera da adolescente, bramata così intensamente, che ascoltando la sua voce uscire dal giradischi, diventavamo due amanti che godevano su di un letto singolo, come se fosse un matrimoniale, dando un senso a un corpo in crescita e soprattutto a quel mondo incasinato fuori dalla porta della mia stanza. Logan col tempo, è diventato l’unico punto fermo, la mia ancora in quel mare in tempesta che era, ed è la mia vita. Ora lui è morto, sono rimasta sola... La celebre e controversa Rock Star dovrà effettuare l’ultimo viaggio e io sarò lì con lui! Ho intrapreso un pellegrinaggio seguendo le sue orme, in compagnia di due personaggi un po’ allo sbando come me, scoprendo che dietro lo specchio della celebrità può esistere il male assoluto come fine ultimo delle azioni, un buio così nero che neanche una fulgida fiamma come Logan è riuscita a illuminare. Ho capito che un singolo numero (XXXVII) vuole fare la differenza, che dietro alle maschere non ci sono volti, che sotto i vestiti non ci sono corpi, ma il vuoto dell’anima in cui precipitare fino a distruggersi da sola...ma questa oscurità non è riuscita a prendermi, perché IO non appartengo a nessuno...il mio IO sopravvive, perdura, perché non ha forma e non può’ essere catturato...

Perché nel bene e nel male sono quella che sono!

Nome: Sovaj... di fatto: Selvaggia

 

Biografia dell'autore

Luigi Laffranchi

Luigi Laffranchi
Luigi Laffranchi, nasce a Pavia nel 1975. Specialista in impianti anticendio e di sicurezza in Svizzera, vive la sua giovinezza tra campagne e cascine lomelline immerse in risaie e campi di dorato granturco. Tra raccolte di poesie scritte in foglietti accartocciati e dimenticati qua e là si cimenta col suo primo romanzo.
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