Libri dell'autore
Storia della pesca a mosca
Un’antologia
Nicola Di Biase
pagine: 596
Il libro raccoglie i contributi più significativi degli scrittori-pescatori che hanno costruito la storia della pesca a mosca dal 1300 al 1921.
Nato dalla lettura di John Waller Hills, “A History of Fly Fishing for Trout”, pubblicato nel 1921 e qui tradotto integralmente come introduzione, il volume riunisce dati biografici, traduzioni e materiali tratti da 38 autori inglesi, bavaresi, spagnoli e italiani. Accanto ai testi, presenta anche numerosi dressing storici per artificiali dedicati alla trota e al temolo, rivedendo criticamente una storiografia considerata troppo a lungo soltanto anglosassone.
Gli autori presenti nel libro: dal 1400 al 1700 Johan Waller Hills, Lady Juliana Berners, Leonard Mascall, John Dennys, Izaak Walton, Charles Cotton, Thomas Barker, Robert Venables, James Chetham, John Smith, Thomas Best, Charles Bowlker.
1800 - William Carrol, James Rennie, Alfred Ronalds, John Turton, John Kirkbride, Edward Chitty, George Pullman, John Jackson, William Blaker, Robert Blakey, Gray Drake, Edward Fitzgibbon, Thomas Evans Pritt, Francis Francis, W.C. Stewart, F. M. Walbran, Michael Theakston, Frederic M. Halford, Marryat, G.E. Skues.
Altri: Jacob Kobel, Fernando Basurto, Juan de Bergara, Giacomo Spreiafico, Paolo Domenino, Claudio Eliano.
Commenti letterari dagli scritti del Prof. Renzo Dionigi, Andrew Herd, Richard C. Hoffman.
Il libro mostra come la pesca con la mosca artificiale fosse già presente e diffusa in epoche molto più antiche di quanto si sia a lungo creduto, e come le sue radici europee siano ben più ampie di una sola tradizione inglese.
Inseguendo l’acqua “Panta rhei os potamos”
Nicola Di Biase
pagine: 464
“Panta rhei os potamos”, tutto scorre come un fiume, Eraclito utilizzò l’immagine dell’acqua per spiegare il divenire delle cose. Un eterno fluire in cui ognuna di loro è soggetta al tempo e alla loro relativa trasformazione. Per Talete l’acqua è la sostanza da cui tutto trae origine, il suo correre spiega anche i mutamenti delle cose stesse.
L’acqua come forgia di affetti profondi ed indissolubili, così come mallevatrice di profonde sofferenze. Nel suo dolce divenire tutto si trasfonde in armonia riuscendo a fondere passato e futuro.
L'acqua, viverla profondamente nelle migliaia delle sue sfaccettature è fonte di riflessioni inesauribili, al pari della lenta scoperta della vita che contiene. Un esercizio di continuo apprendimento ed amore, rivelando la gioia di percepire il trascorrere del tempo inseguendo il liquido elemento. Dal fragoroso defluire di un piccolo torrente, arrivando laggiù, lontano, raggiungendo il grande fiume, dove nelle dolci placide correnti del piano anche il tempo si è trasformato ed è mutato in un futuro ormai evoluto, conservando nelle sue molecole traccia di un recente passato. In un divenire che solo l'acqua nel suo incedere, nel suo correre, lascia percepire ricordando quello della vita.