Libri
Il vaccino dimenticato. Maurice Brodie e la tragedia che anticipò la cura della polio
Vincenzo Accurso
pagine: 108
Nell’estate del 1934 New York aveva paura. I parchi erano vuoti, le finestre chiuse, gli ospedali pieni di bambini immobili dentro i polmoni d’acciaio. La poliomielite paralizzava migliaia di vite e la medicina non sapeva come fermarla. Un giovane scienziato, Maurice Brodie, decise che non poteva limitarsi a osservare. Ebbe un’intuizione rivoluzionaria: rendere il virus innocuo e insegnare al corpo a riconoscerlo: l’idea che, vent’anni dopo, avrebbe reso celebre il vaccino di Salk. Ma nel 1935 il mondo non era pronto. Il suo trial finì in tragedia, la stampa lo distrusse, la comunità scientifica lo isolò, la sua carriera finì. La sua vita si spense a trentasei anni. Questa è la storia vera, dimenticata, di un uomo che aveva visto la soluzione troppo presto e che ne pagò il prezzo perché, un giorno, il mondo potesse finalmente salvarsi.
La vita a seguire
Ada Murolo
pagine: 184
Michele Naim e Teresa Corrado sono personaggi diversissimi, nella cui esistenza si fondono il caso e la malattia mentale, la verità e l’autoinganno, in un insospettabile passato comune che fa da motore alle loro coscienze. Alle soglie della vecchiaia, infatti, il viaggio a ritroso della memoria si incaglia in un tempo doloroso della giovinezza di ognuno dei due: le loro piccole esistenze “normali” sono scosse dalla forza destabilizzante di un ricordo di follia. Il tempo del ricordo sono gli anni a cavallo tra il 1970 e il 1980, anni della rivoluzione di Basaglia, il luogo sono i muri del reparto femminile di un ospedale psichiatrico criminale, quello di Castiglione delle Stiviere, e dentro quegli spazi invisibili una detenuta, Zina, diventa quasi memoria fantasmatica, simbolo.
La via del mare e del sangue
Antonio Gafforio
pagine: 290
Nel Mediterraneo del XII secolo, mare di commerci e di guerre, prende forma la storia di Andrea Gafforio, mercante e comandante di straordinario talento che la storia ufficiale ha dimenticato. Dopo la caduta di Acri e Gerusalemme, gli equilibri del mare cambiano e nuove ambizioni si scontrano sulle rotte del Levante. Andrea costruisce la propria fortuna navigando tra battaglie navali, traffici mercantili e intrighi politici. La sua ascesa è sostenuta da una compagnia di uomini fedeli e diversi tra loro. Orso incarna la lealtà incrollabile. Lisca rappresenta la capacità di costruire e resistere. Mano Lesta è l’ombra protettiva, pronta ad agire quando il pericolo si avvicina. Accanto a loro c’è Cecilia, presenza luminosa e fragile, che lega Andrea alla parte più umana di sé. Ma il mare non perdona e la politica ancora meno. Invidie, tradimenti e giochi di potere minacciano ciò che Andrea ha conquistato. Le vittorie sul mare si trasformano lentamente in un cammino verso la violenza e la perdita. Il protagonista si trova così sospeso tra gloria e dannazione. Intorno a lui il Mediterraneo resta protagonista: vivo, imprevedibile e spietato. Tra tempeste, battaglie e passioni, si compie la parabola di un uomo che ha dato tutto al mare. La via del mare e del sangue è la storia epica e amara di chi ha costruito la storia senza essere ricordato.
Cinematerapia a scuola
Alessandro Bozzato, Cristiano De Sanctis
pagine: 154
Questo volume esplora la cinematerapia come pratica educativa e inclusiva, capace di intrecciare linguaggio cinematografico, pedagogia speciale e funzionamento cognitivo. Dall’incontro tra lo sguardo del pedagogista e l’esperienza diretta di un insegnante di sostegno della scuola secondaria, nasce una riflessione che unisce teoria e pratica. Il cinema viene proposto non come semplice strumento compensativo, ma come ambiente di apprendimento in grado di attivare funzioni esecutive, processi emotivi e dimensioni relazionali. Particolare attenzione è dedicata ai Bisogni Educativi Speciali e ai “bisogni creativi speciali”, riletti in chiave non riduzionista. Un testo che invita educatori e insegnanti a ripensare l’inclusione attraverso l’esperienza estetica, narrativa e condivisa del film.
Finestre di Luce
Rossana Mezzabarba Nicolai
pagine: 84
“Le finestre di luce” sono i varchi aperti sul mondo esterno e sulla propria interiorità, nonostante vi sia talora il timore di esporre il proprio animo alla luce tagliente della vita, con la sua cruda verità, con il suo iridescente, talora spaventoso mistero, in quei varchi entra sempre la “speranza”: “Apriamo la porta-finestra/del cuore/per farvi entrare /la speranza del giorno, /affinché chi giace/in un letto di spine/possa trovare /un prato di velluto;/ chi vive nel deserto possa ristorarsi/ nell’oasi; /chi naviga nella tempesta/possa approdare ad un porto sicuro” Da Francesco Petrarca, il più europeo di tutti i poeti, fino ai nostri giorni, per i poeti, la finestra fonda e raggruppa antropologicamente quasi tutte le antinomie: luogo e tempo dell’io e dell’altro.
occhio e tempo del privato/pubblico, dello spazio interno e dello spazio esterno;
interiorità/esteriorità; appartenenza/mancanza, visibilità-invisibilità del soggetto e del mondo;
buio/luce nella sua forma nucleare tipica. In “Rimpianto”, l’autrice parla con il marito defunto
come se fosse davanti a lei: “Se questo tempo /fosse fuggito meno in fretta, /se la tua fine fosse stata
/più lunga e non tribolata, /avremmo potuto dirci cose/che…”
(dalla prefazione)
Echi di Corsia
Antonino Gentile
pagine: 162
Oltre quarant’anni passati in ospedale. La sua carriera non è stata lineare, una scalata fatta di umiltà, dai lavori più faticosi e invisibili fino alla responsabilità clinica della corsia. Una vita spesa a servire un sistema, mentre la sua vita privata scorreva sullo sfondo. La carriera di Antonio è iniziata da giovanissimo, dapprima come ausiliario per poi passare per un breve periodo come dattilografo. Ma il suo vero destino si compie nei trentacinque anni successivi, vissuti intensamente come Infermiere in corsia, dove l’empatia è farmaco silenzioso che fa differenza. Dalle pulizie in corsia, al ticchettio sui tasti di una macchina da scrivere e poi alle corsie dei reparti. Una vita a sentire il dolore degli altri, a correre al primo lamento, pronto ad ascoltare le ragioni del disagio altrui, a dare una parola di conforto quando necessaria. Il tempo passa veloce, Antonio non è più quel giovane ragazzo di un tempo, ora le sue mani sono stanche, i segni sul viso non sono solo segni del tempo, ma i solchi di migliaia di notti in bianco. Dopo una vita passata in ospedale, il tempo non è più scandito dal ticchettio di una tastiera e neanche dai turni di notte. Le mani di Antonio, Infermiere veterano, che hanno medicato ferite, stretto mani tremanti nel buio delle corsie, sono ora stanche. La casa, un tempo caotica, è divenuta un guscio silenzioso, dove si respira il ritmo lento della pensione.
L'Abbazia di Santa Maria in Basilica e oltre il tempo
storia, arte e spiritualità di un luogo sacro
Mauro Carbonetta, Tiziana Lucente
pagine: 180
Nel cuore dell’Abruzzo, tra i monti che custodiscono il fiume Sangro, sorge l’Abbazia di Santa Maria in Basilica: un luogo sacro le cui origini risalgono addirittura ai primi secoli del Cristianesimo, forse persino a un discepolo di San Pietro. Questo volume ne ripercorre la storia millenaria attraverso documenti rari, bolle papali, cronache feudali e memorie devozionali, rivelando un crocevia di fede, potere e identità collettiva. Dalla protezione dei conti di Sangro al patronato dei Caracciolo, dall’epoca longobarda alla Riforma cattolica, l’abbazia emerge come pilastro spirituale ed economico di Monteferrante e Villa Santa Maria. Tra reliquie venerate, indulgenze concesse da papi e lotte giurisdizionali, il racconto si intreccia con le vite di abati, principi e comunità locali. Un viaggio nel tempo che non cancella, ma stratifica — dove ogni pietra, ogni pergamena, ogni gesto liturgico racconta una continuità viva, mai interrotta. Un’eredità che va “oltre il tempo”, perché ancora oggi quell’abbazia è memoria, radice e anima di un territorio.
Mauro Carbonetta e Tiziana Lucente
Di cosa è fatto il vaso?
Autobiografia di una donna tra sclerosi tuberosa e i casi della vita
Elisa Tonini
pagine: 154
A circa un anno di età, a Elisa viene diagnosticata la sclerosi tuberosa (TSC), una malattia genetica rara, le cui manifestazioni variano da persona a persona. In questo libro, Elisa supera i tabù familiari e racconta la sua testimonianza, come persona e donna con la sclerosi tuberosa, passando per il linfoma di Hodgkin/Non-Hodgkin e la linfangioleiomiomatosi (LAM), connessa alla TSC. La sua storia è un atto di giustizia verso sé stessa e la propria individualità ed un’affermazione del diritto di esistere nonostante tutto. "Di cosa è fatto il vaso?" è anche un appello affinché vengano trovate cure per queste malattie rare e meno rare, nonché un atto di condivisione, un senso di missione che non poteva essere ignorato
Storie brevi
Raffaelo Tollot
pagine: 158
Raccolta di 9 racconti che trattano argomenti vari, in buona parte inventati, mentre alcuni storicamente dimostrabili, che spaziano dall’emigrazione, alle esperienze di viaggio, alle credenze popolari fino agli extraterrestri.