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Libri

Il punto di vista delle stelle

Enrico Testi

pagine: 92

“Il punto di vista delle stelle” è il racconto di un sogno. Nella campagna piemontese che si stende ai piedi delle Alpi, in piena epoca fascista, Martino, figlio di contadini, non accetta per sé un destino che appare già scritto. Una storia che si intreccia con quella di altri protagonisti, nel vissuto di una quotidianità fatta di mestieri, di spensieratezza, di scoperte e vicende che portano Martino oltre i ristretti confini della sua campagna, oltre la dimensione contadina, sino alla consapevolezza di essere lui stesso parte di un sogno più grande che coinciderà con il suo. “Pensai, noi ragazzi, che alla guerra si giocava soltanto e potevamo smettere senza che nulla fosse cambiato; noi che conoscevamo anche il gioco della Pace, avremmo dovuto insegnarlo agli adulti.”
10,00 9,50

35,00 33,25

7 brani in 7 posizioni

Metodo per violino

Mauro Tortorelli

pagine: 112

7 brani in 7 posizioniè un metodo pratico e veloce per l’apprendimento delle posizioni: l’allievo studierà in I posizione un brano che dovrà subito ripetere in II posizione con la stessa diteggiatura della I leggendo però le note della II posizione. In questo modo si suona nella nuova posizione una melodia già acquisita con movimenti delle dita già studiati, si dovrà stare solo attenti alle nuove distanze delle dita per l’intonazione. Naturalmente si procede nello stesso modo per la III posizione fino alla VII. Ogni brano ha una sua variazione, a volte anche due, in forma di Studio tecnico, in modo da permettere all’allievo di migliorare l’agilità di lettura studiando un brano più difficile, ma pur sempre variazione di una melodia già ormai memorizzata.
14,00 13,30

Il penultimo uomo

Colui che credeva di avere ancora un’anima

Davide Marchese

pagine: 122

Un mondo normale. Fatto di gente normale. Anche noioso se vogliamo, com’è la vita a tratti. Poi la necessità di conformarsi ad un fatto inaspettato. Cambia tutto. Cambia il mondo stesso. E l’Uomo perde quella parte di se che lo caratterizza in quanto Uomo. Dievine un guscio vuoto, mortale. Senza più alcuna traccia dell’anima. Forse questo è un periodo oscuro. Ma anche i periodi oscuri possono essere propedeutici a nuove rinascite. Si può vivere nella speranza che non sia un’oscurità ‘definitiva’. Più spesso però chi vive in quei precisi momenti ha come unica consapevolezza, la fine del ‘suo Mondo luminoso’. Vi sono persone buone, cattive, indifferenti, altruiste ed egoiste. E’ difficile vivere la quotidianità con lo spettro continuo dell’angoscia. Ci si annichilisce nella consapevolezza del momento. Se poi questi momenti si susseguono gli uni agli altri, beh, l’Uomo rischia di perdere la sua Anima immortale. Non siamo eroi. Siamo attori presenti. A volte solo marionette guidate da sottili fili di determinata disumanità. Se non siamo in grado, ora ed adesso, di rivendicare la parte di noi che rimane umana, allora diverremo a poco a poco automi, macchine, controllate da dispositivi biomeccanici. Da esseri immortali diverremo solo gusci mortali, sgonfiati dal Dio Tempo.
13,00 12,35

Gli occhi di Claren

Silvana Tonelli

pagine: 226

La spontaneità di Claren e la sua fiduciosa tenacia, la malinconica tenerezza di Nanìa e la semplicità della vita in un piccolo villaggio di pescatori, fanno da netto contrasto alla crudeltà di Lord Greadly e dei suoi malefici draghi. Ancora una volta si ripete l’eterna lotta fra il bene ed il male, dove tuttavia quest’ultimo sembra qualche volta prevalere. Un susseguirsi di avvenimenti e di incertezze sorprendono Claren e Momo lungo le scogliere di Moher, fino all’angolo più meridionale, fino ad Hag’s Head. «…In fondo alla scogliera,  in un punto che chiamano il Capo della Strega, c’è una torre scura e semi distrutta…» Lì, durante una notte terribile che molto ha condizionato e cambiato le vite di tutti i personaggi, proprio lì fra quelle mura umide e fredde a ridosso dell’oceano, è successo qualcosa di incredibile. Non si ferma qui questa storia da leggere e da ascoltare, da regalare o da regalarsi, perché non si finisce mai di essere bambini, neppure quando si diventa grandi. Silvana Tonelli si muove piano, quasi in punta di piedi,  lungo questo racconto che sa d’altri tempi. Accarezza una lacrima, rimbocca una coperta, accoglie una solitudine o combatte il male, prima di fermarsi, stupita e commossa, davanti ad un piccolo tumulo di terra dove Johele riposa  ed Airgid veglia il suo lungo sonno.
15,00 14,25

C’era una volta, domani

Donato Calamita

pagine: 120

Una storia che racconta, tra chiromanzie e fantasia, ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, ma che potrebbe ancora accadere. Che narra degli io ombra trascorsi che ognuno porta dentro di sé, sulla possibilità di tornare indietro per correggere la propria vita, magari in una futura. Una storia che riflette sul potere dell’immaginazione perseguitata dalla nostalgia, sugli amori non consumati, sullo spaesamento, sui rimpianti per ciò che si è perso o non si è diventati. Una storia che viene mossa e accesa dalle pulsioni lasciate a mezz’aria, il dolore e la brama per una passione volata via.
15,00 14,25

L’anima del guerriero

Marco Stambazzi

pagine: 320

Questa è la storia del Conte Thoran Tyrkensson Lo Scaltro, figlio di Tyrken Ingvarsson Il Sanguinario. Ramingo senza terra, ma al comando di una terribile schiera di guerrieri, sceglieva con chi allearsi per onore , vendetta e amore. Nell’Europa tra ottavo e nono secolo d.c., attraversata da contrapposizioni cruente fra culture antiche e nuovi popoli emergenti, nascono regni che saranno fondamentali nella storia dei secoli avvenire come l'Inghilterra, il Ducato dei Rus' di Kiev ed il Ducato di Normandia. In questo contesto, il vero potere era ancora rappresentato dal timore che potevano incutere un nome, uno stendardo che garriva al vento in battaglia, le polene delle imbarcazioni che si avvicinavano ai porti. Era l’epoca in cui i bardi cantavano le gesta e gli amori nelle taverne e nelle feste dei Re, dalle terre del nord fino ai confini conosciuti.
18,00 17,10

13,00 12,35

Emozioni e melodie della strada

Fabio Ferrario

pagine: 144

Una tradizionale festa di paese è l’atmosfera complice di un colpo di fulmine e di un amore che per varie vicissitudini non vedrà mai concretizzarsi in una vita insieme. Da questo colpo di fulmine nasce quello che sarà la protagonista del romanzo. La sua vita non sarà propria una passeggiata, sarà costellata da imprevisti, sacrifici e tanti successi fino a ritrovare il filo che conduce alla sua esistenza. 
14,00 13,30

Tutti i saggi 2000-2021

Liborio Dibattista

pagine: 378

Qui si raccolgono, a volte fortunosamente, tutti i saggi pubblicati a stampa e sul web nel ventennio di partecipazione alla vita accademica, prima come Dottorando, poi come Ricercatore e, infine come Professore Aggregato - abilitato Associato - di Storia della Scienza di Liborio Dibattista medico-chirurgo e patologo clinico per professione, filosofo e didatta per vocazione.
25,00 23,75

L’impresa di Fiume (1919-1920)

Tra mito e realtà

Antonio Binni, Enrico Folisi, Aldo A. Mola ...

pagine: 140

La così detta "impresa" sulla città di Fiume fu una conseguenza degli avvenimenti in corso nell'anno 1919. Quanto accadeva a Parigi intorno ai tavoli della Conferenza di pace creò nei plenipotenziari italiani un senso di frustrazione che ricadde inevitabilmente sul paese. Nel corso delle trattative, apparve evidente l'impossibilità a soddisfare le aspettative e comparve lo spettro della vittoria "mutilata", presupposto per la marcia dei legionari da Ronchi a Fiume, per la proclamazione della Reggenza e la successiva promulgazione della Carta del Carnaro. La città fu luogo di incontro tra esponenti delle più disparate ideologie politiche: nazionalisti e internazionalisti, monarchici e repubblicani, arditi e futuristi, fino ai sindacalisti rivoluzionari, tutti spinti dalla comune volontà di rinnovamento. La decisione di evacuare i legionari da Fiume, dopo il trattato di Rapallo, produsse il Natale di sangue del 1920 lasciando dietro di sé una profonda lacerazione nazionale foriera di effetti incontrollabili.
12,00 11,40

Il filo magico

Tra mito e storia

Gabriella Brumat Dellasorte

pagine: 156

"I racconti qui presentati da Gabriella Brumat Dellasorte, ispirata dal canto delle Muse tanto care ai Greci, riportano alcuni tra i miti (e fatti storici) più famosi, sopravvissuti stoicamente all’inesorabile scorrere del tempo e che tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo ascoltato da qualcuno, da un qualche Omero che ci ha infuso l’antica sophia: partendo proprio da questa “cultura popolare”, l’autrice ha voluto dare il suo contributo rielaborando le ben note tematiche con un tocco di romanzesco moderno, che ci fa comprendere come quelle che potrebbero sembrare delle semplici storie del passato siano invece ancora assolutamente attuali e godibili.
15,00 14,25

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