Libri
Refoli di vita
Luciana Navone Nosari
pagine: 13
La nebbia si era un poco alzata e si scorgevano persino le sagome dei monumenti, ma sulla piazza stavano incombendo le ombre della sera e probabilmente, con quel freddo, nessuno avrebbe avuto voglia di farsi un bicchierino con due acciughe. Caterina diede un'occhiata ai negozi vicini: non c'era una sola luce accesa, quindi stava pensando di rientrare e chiudere la serranda quando intravide una figura spuntare da via Milano. "Chi sarà a quest'ora?" si domandò. "Ormai se ne stanno tutti rintanati in casa vicino alle stufe, si gela stasera... Ma... ma..." Le gambe si rifutrano di muoversi perchè quella figura... quella figura sembrava... era... era..
Riordina il pensiero
Alceo Medeia
pagine: 314
Sistemando ogni pensiero al posto giusto, accadono cose inimmaginate: si assaporano emozioni e sensazioni nuove, che generano energia e trasmettono il desiderio di continuare il proprio percorso evolutivo, un piccolo passo dopo l’altro. Riordinare il pensiero non appiattisce le idee, ma serve a creare una solida base su cui costruire la propria esclusiva autenticità.
Origine e lingua dei Siculi
Enrico Caltagirone
pagine: 122
Enrico Caltagirone, di cui abbiamo avuto modo di apprezzare le ricerche sul complesso e variegato universo comunicativo degli Etruschi, ritiene, facendo riferimento ad accreditate analisi storiche e archeologiche, che il contesto dove matura la lingua dei Siculi non può essere definito genericamente indoeuropeo, come da più parti e da più tempo s’è fatto, ma preindoeuropeo, con una straordinaria corrispondenza con la lingua sanscrita. Utilizzando, a un tempo, metodo combinatorio e metodo etimologico, Caltagirone, nell’affermare che “il siculo ha una precisa corrispondenza col sanscrito”, non solo addiviene a una conclusione attendibile sull’origine della lingua dei Siculi (chiudendo una querelle che si trascina da troppo tempo), ma offre un contributo rilevante in ambito storico-linguistico, dunque, metodologico, che ci sentiamo di condividere
Gusakabaka lacrime nere
Alessandro Raugei
pagine: 18
Nella lingua Kinyarwanda, "guasakabaka" significa pianto, urla di doloro. E' il grido che dall'Africa si levò alto nel cielo nel 1994, a seguito di uno dei fatti più tragici che la storia dell'umanità possa ricordare: il genocidio in Ruanda. Sotto gli occhi disinteressati delle grandi potenze occidentali, nel corso di tre mesi di autentica follia omicida vennero uccise a colpi di machete e di bastoni chiodati oltre ottocentomila persone di etnia Tutsi. Le atrocità perpetrate e le modalità con le quali venne effettuata la strage, sono di difficile riscontro anche nelle pagine più oscure della storia. Il romanzo si svolge sullo sfondo del dramma del genocidio, dove Vincent Duval, investigatore privato ed ex militare della Legione Straniera, dovrà portare a termine un'indagine per conto di un venditore di armi. Si troverà coinvolto nell'orrore del massacro, ma anche in una storia d'amore che cambierà il corso della sua vita. Immerso negli spettacolari paesaggi naturali del Ruanda, dovrà fare ricorso a tutta la sua abilità ed esperienza militare per sopravvivere.
De nulla re
Saggi di filosofia della Fine
Manlio Forni
pagine: 248
L’opera focalizza la riflessione su alcune delle problematiche che vivificano da secoli la storia della filosofia. L’ampio discorso elaborato dall’autore poggia su teorie ed intuizioni di alcuni colossi del pensiero occidentale classico e moderno ma non rinuncia a presentare nuovi laceranti dilemmi e soluzioni suggestive per rianimare il delicato scenario intellettuale contemporaneo. Le influenze etiche della morte, la vertigine esistenziale, la metafisica del nulla, sono solo alcune delle tematiche affrontate attraverso uno sguardo pessimistico che permea la prospettiva dell’autore. Il pensiero filosofico proposto è impostato sul dualismo mobile Essere - Non Essere ripreso dal mondo antico e reinterpretato secondo una chiave di lettura rivoluzionaria che rivaluta il Nulla ed evidenzia gli aspetti più degradanti dell’Essere e dell’Esserci.
Gloria di cane. Seconda parte
Essere un guerriero Sioux
Rachel Nain
pagine: 614
L’opera è una saga di ampio respiro sugli indiani delle grandi pianure nord-americane, ambientata temporalmente sul finire del settecento e include i primi sporadici incontri con i bianchi da parte della nazione Dakota. Vuole dare voce a personaggi di tempi remoti, che si valutano ormai perduti, per riviverli e conoscerli nella loro modernità e contemporaneità, fino a stupircene. Vuole essere anche un tributo al cavallo e alla epopea equestre dei planidi, che costituisce a tutt’oggi una vera iperbole culturale. Il racconto narra il passaggio del protagonista, figlio di un capo di una delle più importanti famiglie dell’alta aristocrazia guerriera lakota, dalla adolescenza alla prima maturità, nell’arco delle quattro stagioni che compongono l’anno. Questo passaggio viene illustrato non solo attraverso lo svolgersi della vicenda, ma con squarci di descrizioni preziose e puntuali dei luoghi e del quotidiano, dei flussi di coscienza e conoscenza che portano a una maturazione nel pensiero e nell’esprimersi dell’io narrante. Non si assiste semplicemente ad una crescita: il lettore cresce pagina dopo pagina con il protagonista, esperienza dopo esperienza, avventura dopo avventura, conoscenza dopo conoscenza. Non si tratta di leggere di indiani, si tratta di rapportarsi e, quindi, conoscere, pensare e vivere da indiani!
Piccolo Grande Re
Vittorio Emanuele III - Un'altra storia
Guglielmo Bonanno di San Lorenzo
pagine: 374
La storia di Vittorio Emanuele III è stata finalmente riscritta. In questo libro, che costituisce la prima biografia realmente revisionista sul conto del penultimo Re d’Italia, l’autore ha infatti inteso approfondire le ricerche su Vittorio Emanuele III, scrivendone questo libro ed intitolandolo “PICCOLO GRANDE RE”, ricercando quella verità, finora sconosciuta, riguardo il personaggio storico e l’uomo, nel tentativo di volerlo quindi inquadrare storicamente nella maniera più serena e pertanto più obiettiva, scevra da qualunque condizionamento politico. La pacata ricerca della verità, quindi, intesa come logica esattezza delle cose, è stato il motore principale di tale ricerca, ritenendo semplicemente corretto fornire finalmente una sorta di difesa, anche se solo virtuale, che appunto a Vittorio Emanuele III, in quel “processo” storico in cui, di fatto, non gli è mai stata davvero concessa e che lo vede nella figura di “imputato” quasi unico, oramai da 70 anni, per tutti gli eventi negativi derivanti dal fascismo e dalla seconda guerra mondiale. Già il titolo di questo libro lascia intendere che a Vittorio Emanuele III l’autore abbia saputo riconoscerne anche dei meriti, oltre che sottolinearne ovviamente anche gli errori, sebbene umanamente comprensibili, proprio analizzandone il personaggio, iniziando dal punto di vista umano, prima ancora che da quello del Sovrano.Secondo tale orientamento, quindi, fatti noti come l’avvento del fascismo in Italia, la pretesa “complicità” con lo stesso Mussolini, il 25 luglio, l’8 settembre, il Regno del Sud, l’abdicazione, l’esilio, ma anche i difficili anni del primo novecento, il colonialismo, la prima guerra mondiale, il primo dopoguerra, il biennio rosso, sono stati descritti ed analizzati secondo una prospettiva diversa da quella massimamente diffusa, fornendo alla fine un’immagine molto più obiettiva e pertanto quasi irriconoscibile di Vittorio Emanuele III, il tutto al solo fine di rendere onore alle parole di Publio Cornelio Tacito quando affermava che “(...)La Storia è solo il tempo che viene narrato”. Proprio il significato intrinseco di questa affermazione è il vero filo conduttore di questo, come di tutti gli altri lavori svolti finora dall'autore, nella sua veste di storico e di biografo di Casa Savoia.