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Libri

Nel frastuono e nell’assenza

poesie in un tempo sospeso

Patrizia Crisalide Mantegazza

pagine: 102

13,50 12,83

Il Mantra della Montagna

Viaggio esperienziale

Paola Rosalinda Marongiu

pagine: 92

Un viaggio iniziato all'interno di sé, confluisce nel ricordo dell'esperienza realmente vissuta in un Paese di grande spiritualità, il Nepal, conservata in un angolo del cuore, e la fa rivivere in una rielaborazione del proprio dolore, ritrovando la connessione profonda con l'universo, grazie alla pratica del Qi Gong e della meditazione. “E alla fine di tutto questo andare, ritorneremo al punto di partenza per conoscerlo per la prima volta.” T. S. Eliot
14,00 13,30

La Facciata di Santa Maria del Fiore

Descrizione e artisti

Giovanni Ceccatelli

pagine: 136

15,00 14,25

La Facciata di Santa Croce

Descrizione e artisti

Giovanni Ceccatelli

pagine: 54

15,00 14,25

Padrona è la Luce

Giancarlo Serafino

pagine: 96

“…In questa raccolta, leggendo il titolo, la traccia dominante sembrerebbe essere la Luce, cosi come, nella silloge “D’incondizionato amore”, sembrerebbe essere l’Amore. In realtà, luce e amore, non possono essere considerati in sé contrastanti o discordi, ma, essendo della stessa natura, sono complementari: la luce rischiara la coscienza e sollecita il desiderio d’amore, alimento della vita. “Oh luce in me incarnata sfibrata // ma non tanto da non pulsare santa // nel sangue caldo, quando d’inverno // m’avviluppi morbida e allunghi // le ombre ai silenzi miei proprio allor // vado in te cercando i chiaroscuri // o pieghe della vita per comprendere // perché da stella mi son fatto uomo.”
14,00 13,30

Si stava meglio quando si stava peggio

Racconti popolari del ‘900

Luciano Di Corinto

pagine: 246

Luciano Di Corinto ci descrive in modo sublime l’Italia del 900 attraverso 2 romanzi che descrivono la vita a tratti epica, di 2 personaggi abruzzesi che in un’epoca molto difficile ma ricca di valori umani e sociali, ci immergeranno nelle atmosfere di quegli anni. Una maestrina che arriva in paese prima della Seconda Guerra per insegnare ai bambini ed un emigrante poverissimo che cercherà di far fortuna in America in un’epoca di fame e di stenti, sono i protagonisti della fervida fantasia dell’autore che descrive in modo semplice ma mai banale le disavventure dei protagonisti in un’escalation di colpi di scena che proietteranno il lettore in un vortice di emozioni e sentimenti. Sullo sfondo, un’Italia nel secolo delle maggiori trasformazioni, dalle 2 guerre alla ricostruzione fino al boom economico e alla ripresa economica e sociale del Paese. Due storie travagliate, ma ricche di coraggio e dignità umana che fanno bene all’anima e che ci accompagnano in un percorso verso la libertà che apre uno sguardo riconoscente sul passato ed uno sguardo fiducioso verso il futuro.
18,00 17,10

L’aratro e la falce

Luigi Lavorgna

pagine: 152

L’aratro, simbolo della semina, e la falce, simbolo del raccolto, rendono appieno l’idea del ciclo produttivo annuale del lavoro nei campi. Questo “reportage” dal mondo dei ricordi è finalizzato a non dimenticare, l’autore per primo, da dove veniamo e come eravamo. È un “excursus” tra i ricordi d’infanzia, delle lunghe serate d'inverno trascorse vicino al camino acceso, mentre si sgranocchiavano semi e bruscolini e i più grandi gustavano un bicchiere di vino; reminiscenze dagli anni della spensieratezza, delle lunghe passeggiate per le strade di campagna, dei giochi all’aria aperta, delle corse a perdifiato, delle interminabili partite di pallone... Allora, si avvertiva nell'aria una staticità quasi solenne, una sensazione di solidità e di certezze legate essenzialmente alla tradizione e ad eventi che ciclicamente si riproponevano.
14,00 13,30

L’Aquila

Enrico Casaburi

pagine: 80

I racconti presenti in questa raccolta, nella loro varietà tematica, si propongono come elaborazione di motivi e atmosfere in bilico fra realtà e logica onirica. I procedimenti narrativi variano da storia a storia. “L'aquila”, che dà il titolo alla raccolta, è una storia a finale multiplo. Il lettore potrà ricomporre il filo della vicenda adattandolo ai diversi finali. In “La balaustra” i pensieri dei personaggi si alternano, costruendo un fitto dialogo mentale, non evidenziato dalla punteggiatura eppure chiaramente riconoscibile. Anche negli altri racconti spetterà sempre al lettore orientarsi di volta in volta nelle sorprese riservategli dalla narrazione.
12,00 11,40

Carbonara Aquilonia 1799-1949

Insurrezioni, brigantaggio, rivolte contadine

Dario Ianneci

pagine: 176

Il 1799 fu l’anno della rivoluzione di Napoli. Da questo momento niente nel Mezzogiorno fu più uguale a prima. La diffusione delle nuove idee giacobine, l’eco della Rivoluzione francese, con i suoi rivolgimenti istituzionali, giuridici, amministrativi, avrebbe dovuto portare definitivamente il Sud Italia fuori dal Medioevo feudale. Ma la classe borghese che nelle città e nei paesi avrebbe dovuto dirigere il nuovo corso delle cose si è rivelata inferiore al suo compito storico, spesso sostituendosi semplicemente al vecchio potere feudale, interessata solo ad “estrarre” dalle scarse risorse disponibili quanto potesse assicurarle vantaggio e predominio. Nella lotta intorno alla divisione delle terre demaniali, cominciata nel 1810, è la radice della tradizionale contrapposizione di galantuomini e cafoni, che ha caratterizzato la storia delle comunità meridionali per oltre centocinquant’anni, di cui insorgenze, banditismo, brigantaggio sociale, tumulti contadini sono l’espressione più drammatica e violenta. Questo processo tipico è colto e documentato nelle vicende della piccola Carbonara Aquilonia, minuscolo borgo dell’Alta Irpinia, in cui si manifestano tutte le contraddizioni ed i problemi che hanno segnato il mancato sviluppo in senso moderno del Mezzogiorno d’Italia.
16,50 15,68

Dall’altra parte del silenzio

…la grazia, la parola, le metafore di una signora della poesia…

Marioara Vișan

pagine: 110

Il ciclo di poesie di Marioara Vișan, raccolte nel volume “Dall’altra parte del silenzio” è costruito proprio dalle pieghe di un silenzio che cerca il suo scopo. Nelle stagioni della nostalgia, nelle notti d’estate, nell’erba delle pietre, nelle ali degli angeli. I silenzi di Marioara Vișan provengono da una primavera dimenticata e abbracciano nuovi significati. Il silenzio diventa ricerca, nostalgia, oblio. Il silenzio è la lingua in cui Dio ci parla. Scopriamo in questi versi una intera sinfonia di essenze del suono a cui corrisponde una sinfonia di silenzi che si alzano dai “versi mai detti che lottano in calda pioggia fra gli anni”. Marioara Vișan coltiva una poesia di grandi interrogazioni, nella disputa tra sentimento e la ragione.
14,00 13,30

Lucenti

Stralci di letteratura per la scuola elementare, media e superiore traslati in lingua siciliana.

Alessio Patti

pagine: 264

Autori di opere di letteratura, cinema e teatro traslati in lingua siciliana presenti in “Lucenti”: Saffo - Pericle - Euripide - Platone - Marco Tullio Cicerone - Gaio Valerio Catullo - Publio Ovidio Nasone - Lucio Anneo Seneca - Aulo Gellio - Lucio Apuleio - Sant'agostino - Sibilla Aleramo - Chiara Rossi Collevati Hermann Hesse - Maruti Kampli - Dante Aligheri -Giacomo Da Lentini - Stefano Protonotaro -Francesco Petrarca - Giovanni Boccaccio - Wilhelm Nietzsche - Khalil Gibran - Charlie Chaplin - Charles Bukowski - Wislawa Szymborska - Ernesto Che Guevara - Oriana Fallaci - Alda Merini - Roberto Benigni - Steve Jobs - Gabriele Corsi Luigi Pirandello - Roberto Rossellini - Luchino Visconti - Mario Monicelli - Federico Fellini - Alberto Sordi - Richard Matheson - Luigi Magni - Ettore Scola - Tony Cucchiara - Francis Ford Coppola - Massimo Troisi - Paolo Sorrentino
18,00 17,10

La mia casa di Arles

Diego Segreto

pagine: 104

“Da qua scriverò a mia sorella e avrò solo bisogno di carta e penna. Lui aveva Theo, suo fratello, io Sveva. La terra che avevo rubato al suo legittimo proprietario, riposta nella bandana gialla, era soffice come la neve, odorava, e il suo colore migrava ai colori dell’henné. La conservai come una reliquia nel primo cassetto di quel comò attempato della mia nuova dimora. La pensione Carrel per i primi giorni che Vincent arrivò ad Arles si rivelò un disastro.Anche io, come Vincent, volli abitare nei pressi della stazione dei treni, dove Vincent, lasciata la casa Carrel, vi stette presso il café de la gare della famiglia Ginoux. Affacciandomi dalla finestra scorgevo l’anfiteatro romano di Arles. Quando si seppellisce qualcosa si è nell’intenzione di far rinascere qualcos’altro. E io volevo nascere a nuova vita. Un nuovo battesimo imposto dalla mia coscienza, per lasciarmi alle spalle il vecchio e attraversare l’ingresso illuminato del risveglio”.
13,00 12,35

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