Libri
L’arte della responsabilità nelle relazioni
Emanuele Russo
pagine: 72
Nella frenesia della vita moderna, spesso ci dimentichiamo dell'importanza delle connessioni umane. Oggi, mentre affrontiamo sfide globali senza precedenti, è fondamentale riscoprire il valore della responsabilità nelle nostre relazioni. Il rapporto tra genitori e figli rappresenta uno dei luoghi più profondi della formazione dell’essere umano. Attraverso una riflessione che intreccia filosofia, esperienza interiore e osservazione sociale, l’opera scende nelle zone più intime dell’esistenza: indaga ferite, conflitti, l’Io bambino, il desiderio di essere riconosciuti, le ombre ereditate e l’amore che tenta di farsi strada. Educare diventa così un atto di coraggio, un viaggio dentro sé stessi prima ancora che verso l’altro. Un invito a riscoprire l’essenza delle relazioni autentiche e a guardare alla genitorialità come un percorso di consapevolezza, capace di orientare l’individuo e la comunità verso un futuro più umano.
La brava chirurga
Dialoghi sull’intelligenza artificiale in medicina
Roberto Bertucci
pagine: 276
La storia narrata è una favola sull’abilismo e l’amore, ma poi penetra nei meandri della professione sanitaria di un prossimo futuro sorprendente perfino per i personaggi principali, un chirurgo e una giovane brava chirurga che è anche suora e che unisce la professione con il proprio credo. Tutto le è derivato da un orribile avvenimento che non l’ha piegata grazie alla passione per le nuove tecnologie, i robot chirurgici e la Intelligenza Artificiale che cerca di portare in un centro di salute sperduto in Africa, obiettivo principale della sua vita. Saranno per lei determinanti l’incontro con il chirurgo affetto da una malattia neurodegenerativa, quello con uno scienziato visionario e soprattutto quello con se stessa.
La cucina di rose
Monica Beretta
pagine: 72
Quando Anna, ormai adulta, torna nella vecchia casa della nonna Rose, il profumo del risotto allo zafferano sembra riaccendere un mondo che credeva perduto.
Ogni gesto in cucina, ogni oggetto fuori posto, ogni fotografia mancante nell’album di famiglia diventa una porta aperta su un passato che chiede di essere ascoltato.
Rose non era solo la nonna affettuosa che riuniva i nipoti attorno al grande tavolo verde, tra risotti, giochi in cortile e risate di donne che giocavano a tombola. Dietro il grembiule sporco di riso, dietro la sua arte culinaria che sapeva trasformare un piatto in un rito, si nascondeva una vita segreta, fatta di passioni taciute e scelte dolorose.
Una lettera misteriosa, due fotografie inviate da Parigi e una poesia scritta con un inchiostro azzurro conducono Anna verso un giardino segreto, un luogo sospeso tra memoria e magia, dove un fiore sembra custodire un messaggio lasciato “a chi saprà cercare”. Lì, tra pietre coperte di muschio e rose rampicanti, Anna scopre che la storia della sua famiglia è molto più complessa di quanto avesse immaginato. Una chiave nascosta nell’orologio a pendolo apre un fascicolo sigillato dal 1943, una fotografia di Rose giovane, abbracciata a un uomo sconosciuto e una dedica che parla di un amore proibito. Seguendo le tracce di quell’uomo, un pittore che firmava Louis, Anna entra in un mondo di tele dimenticate, poesie segrete e verità che il tempo aveva cercato di seppellire.
Terramater
Un tuffo tra gli insondabili misteri della materia
Dario Roman
pagine: 304
L’Essere è Infinito, Perfezione, Onnipotenza, Bene, Bellezza, Giustizia, Affermazione. Ma in quanto tale l’Essere è anche irradiazione, propagazione, espansione. E tale irradiazione è allontanamento graduale e perdita progressiva di Essere. È esattamente questa diminuzione di Essere a generare una forza che, pur avendo la stessa origine del Princìpio metafisico, tende ad opporsi all’Essere stesso: è questa la «materia», la «polarità materiale», la «madre» capace di accogliere l’istanza formale e di generare ogni ente corporeo nello spazio-tempo. La materia è quindi energia, forza, vita. La materia è corpo e spazio, quantità ed estensione. La materia è tempo e trasformazione. In tutto l’universo. La materia è accelerazione del tempo e trasmutazione del tempo accelerato in spazio che si trasforma. Ma in quanto forza opposta all’Essere, la materia è anche negazione, male, capovolgimento, origine di ogni dolore, ingiustizia, violenza, distruzione. La materia è sostanza, molteplicità, divisione, esteriorità, instabilità, disordine, confusione. La materia, in un corpo, può essere in equilibrio, ma la sua natura profonda è la disarmonia, la tensione, l’insufficienza, la sete, il movimento. E l’uomo e la storia, essendo fatti di materia, non fanno che riprodurne le leggi attraverso il comportamento, e sovente l’umanità ne risulta diretta senza esserne consapevole. Ma l’uomo conserva pur sempre la possibilità di conoscere l’Essere e di ricongiungersi ad esso, e pertanto può imparare a dominare la forza della materia. Anche se nel profondo essa continua a custodirne indefinitamente il segreto. L’uomo, infatti, pur avendone compreso la legge fondamentale, ha sempre dovuto arrestarsi di fronte all’oggettiva impossibilità di accedere al fondo del suo mistero.
Il vaccino dimenticato. Maurice Brodie e la tragedia che anticipò la cura della polio
Vincenzo Accurso
pagine: 108
Nell’estate del 1934 New York aveva paura. I parchi erano vuoti, le finestre chiuse, gli ospedali pieni di bambini immobili dentro i polmoni d’acciaio. La poliomielite paralizzava migliaia di vite e la medicina non sapeva come fermarla. Un giovane scienziato, Maurice Brodie, decise che non poteva limitarsi a osservare. Ebbe un’intuizione rivoluzionaria: rendere il virus innocuo e insegnare al corpo a riconoscerlo: l’idea che, vent’anni dopo, avrebbe reso celebre il vaccino di Salk. Ma nel 1935 il mondo non era pronto. Il suo trial finì in tragedia, la stampa lo distrusse, la comunità scientifica lo isolò, la sua carriera finì. La sua vita si spense a trentasei anni. Questa è la storia vera, dimenticata, di un uomo che aveva visto la soluzione troppo presto e che ne pagò il prezzo perché, un giorno, il mondo potesse finalmente salvarsi.
La vita a seguire
Ada Murolo
pagine: 184
Michele Naim e Teresa Corrado sono personaggi diversissimi, nella cui esistenza si fondono il caso e la malattia mentale, la verità e l’autoinganno, in un insospettabile passato comune che fa da motore alle loro coscienze. Alle soglie della vecchiaia, infatti, il viaggio a ritroso della memoria si incaglia in un tempo doloroso della giovinezza di ognuno dei due: le loro piccole esistenze “normali” sono scosse dalla forza destabilizzante di un ricordo di follia. Il tempo del ricordo sono gli anni a cavallo tra il 1970 e il 1980, anni della rivoluzione di Basaglia, il luogo sono i muri del reparto femminile di un ospedale psichiatrico criminale, quello di Castiglione delle Stiviere, e dentro quegli spazi invisibili una detenuta, Zina, diventa quasi memoria fantasmatica, simbolo.
La via del mare e del sangue
Antonio Gafforio
pagine: 290
Nel Mediterraneo del XII secolo, mare di commerci e di guerre, prende forma la storia di Andrea Gafforio, mercante e comandante di straordinario talento che la storia ufficiale ha dimenticato. Dopo la caduta di Acri e Gerusalemme, gli equilibri del mare cambiano e nuove ambizioni si scontrano sulle rotte del Levante. Andrea costruisce la propria fortuna navigando tra battaglie navali, traffici mercantili e intrighi politici. La sua ascesa è sostenuta da una compagnia di uomini fedeli e diversi tra loro. Orso incarna la lealtà incrollabile. Lisca rappresenta la capacità di costruire e resistere. Mano Lesta è l’ombra protettiva, pronta ad agire quando il pericolo si avvicina. Accanto a loro c’è Cecilia, presenza luminosa e fragile, che lega Andrea alla parte più umana di sé. Ma il mare non perdona e la politica ancora meno. Invidie, tradimenti e giochi di potere minacciano ciò che Andrea ha conquistato. Le vittorie sul mare si trasformano lentamente in un cammino verso la violenza e la perdita. Il protagonista si trova così sospeso tra gloria e dannazione. Intorno a lui il Mediterraneo resta protagonista: vivo, imprevedibile e spietato. Tra tempeste, battaglie e passioni, si compie la parabola di un uomo che ha dato tutto al mare. La via del mare e del sangue è la storia epica e amara di chi ha costruito la storia senza essere ricordato.
Cinematerapia a scuola
Alessandro Bozzato, Cristiano De Sanctis
pagine: 154
Questo volume esplora la cinematerapia come pratica educativa e inclusiva, capace di intrecciare linguaggio cinematografico, pedagogia speciale e funzionamento cognitivo. Dall’incontro tra lo sguardo del pedagogista e l’esperienza diretta di un insegnante di sostegno della scuola secondaria, nasce una riflessione che unisce teoria e pratica. Il cinema viene proposto non come semplice strumento compensativo, ma come ambiente di apprendimento in grado di attivare funzioni esecutive, processi emotivi e dimensioni relazionali. Particolare attenzione è dedicata ai Bisogni Educativi Speciali e ai “bisogni creativi speciali”, riletti in chiave non riduzionista. Un testo che invita educatori e insegnanti a ripensare l’inclusione attraverso l’esperienza estetica, narrativa e condivisa del film.
Finestre di Luce
Rossana Mezzabarba Nicolai
pagine: 84
“Le finestre di luce” sono i varchi aperti sul mondo esterno e sulla propria interiorità, nonostante vi sia talora il timore di esporre il proprio animo alla luce tagliente della vita, con la sua cruda verità, con il suo iridescente, talora spaventoso mistero, in quei varchi entra sempre la “speranza”: “Apriamo la porta-finestra/del cuore/per farvi entrare /la speranza del giorno, /affinché chi giace/in un letto di spine/possa trovare /un prato di velluto;/ chi vive nel deserto possa ristorarsi/ nell’oasi; /chi naviga nella tempesta/possa approdare ad un porto sicuro” Da Francesco Petrarca, il più europeo di tutti i poeti, fino ai nostri giorni, per i poeti, la finestra fonda e raggruppa antropologicamente quasi tutte le antinomie: luogo e tempo dell’io e dell’altro.
occhio e tempo del privato/pubblico, dello spazio interno e dello spazio esterno;
interiorità/esteriorità; appartenenza/mancanza, visibilità-invisibilità del soggetto e del mondo;
buio/luce nella sua forma nucleare tipica. In “Rimpianto”, l’autrice parla con il marito defunto
come se fosse davanti a lei: “Se questo tempo /fosse fuggito meno in fretta, /se la tua fine fosse stata
/più lunga e non tribolata, /avremmo potuto dirci cose/che…”
(dalla prefazione)
Echi di Corsia
Antonino Gentile
pagine: 162
Oltre quarant’anni passati in ospedale. La sua carriera non è stata lineare, una scalata fatta di umiltà, dai lavori più faticosi e invisibili fino alla responsabilità clinica della corsia. Una vita spesa a servire un sistema, mentre la sua vita privata scorreva sullo sfondo. La carriera di Antonio è iniziata da giovanissimo, dapprima come ausiliario per poi passare per un breve periodo come dattilografo. Ma il suo vero destino si compie nei trentacinque anni successivi, vissuti intensamente come Infermiere in corsia, dove l’empatia è farmaco silenzioso che fa differenza. Dalle pulizie in corsia, al ticchettio sui tasti di una macchina da scrivere e poi alle corsie dei reparti. Una vita a sentire il dolore degli altri, a correre al primo lamento, pronto ad ascoltare le ragioni del disagio altrui, a dare una parola di conforto quando necessaria. Il tempo passa veloce, Antonio non è più quel giovane ragazzo di un tempo, ora le sue mani sono stanche, i segni sul viso non sono solo segni del tempo, ma i solchi di migliaia di notti in bianco. Dopo una vita passata in ospedale, il tempo non è più scandito dal ticchettio di una tastiera e neanche dai turni di notte. Le mani di Antonio, Infermiere veterano, che hanno medicato ferite, stretto mani tremanti nel buio delle corsie, sono ora stanche. La casa, un tempo caotica, è divenuta un guscio silenzioso, dove si respira il ritmo lento della pensione.