Libri
Opere Scelte
Un poeta gaelico nell'irlanda moderna
Mairtin O Direain
pagine: 120
Máirtín Ó Direáin (Sruthán 1910-Dublino 1988) è stato uno dei principali autori irlandesi del XX secolo. Nato in un’isola dell’arcipelago delle Árainn (in inglese Aran), fino all’adolescenza conosceva unicamente il gaelico, e imparò l’inglese a scuola. Emigrato poi nelle città anglofone d’Irlanda, si diede alla scrittura, dando nuova vita alla poesia gaelica del secolo XX. La parlata casalinga della sua infanzia non era molto adatta per affrontare la cultura moderna, e il linguaggio della poesia era tutto da ricreare dopo la frattura verificatasi nella produzione letteraria gaelica rimasta priva di una normale evoluzione. Ó Direáin creò progressivamente il proprio stile poetico, ispirandosi non solo alla tradizione gaelica, ma anche all’opera di autori non gaelici (da Yeats a Eliot, Pound, Spender e Auden). Per fornire al lettore italiano un’immagine rappresentativa di questo scrittore gaelico dei tempi nostri, vengono qui presentati, per la prima volta in traduzione italiana, alcuni brani di prosa dal volume Feamainn Bhealtaine (“Alga di maggio”) e una trentina di poesie, tratte da diverse raccolte e scelte tra la più significative dei diversi momenti compositivi dell’Autore. Questo è il primo volume di opere di Máirtín Ó Direáin tradotte in italiano
Il mio cammino con Dio
Giuseppina Pulvirenti
pagine: 80
La mia vita era distrutta. Nonostante avessi tutto quello che desideravo tentai il suicidio diverse volte. Consultavo maghi e fattucchieri, ma Dio aveva un piano sulla mia vita e mi ha salvata dalla disperazione dandomi un futuro e una speranza per cui continuare a lottare, non solo per me stessa, ma per l’intera umanità.
E qualcosa rimane
Paolo Ricci
pagine: 13,00
Il percorso di “E qualcosa rimane” si snoda, intrecciato, fra la musica italiana d’autore e rock, la politica, la vita comune degli ultimi 40 anni, i viaggi, i fatti, in 23 capitoli. Ogni capitolo prende il titolo da un brano più o meno conosciuto il cui testo si presta al racconto utilizzato, ma non necessariamente legato al periodo di riferimento. E’ una traccia che va dal 1978 al 2020 e si ricollega al suo interno ad episodi precedenti per riprendere poi il filo conduttore e concludersi. Nel mezzo ci sono le storie comuni, vere, qualche volta tristi, altre volte più leggere. C’è tanto spazio per la valorizzazione della musica italiana “importante”, quella della canzone d’autore ma anche del rock e anche punk.
Non è un racconto, non è un romanzo, non è un diario, non è un saggio ma è un po’ di ogni cosa.
Amici normali
Luigi Schembri
pagine: 102
E’ la storia di due uomini dalla loro prima giovinezza alla maturità, in una serie di avvenimenti che si svolgono tra Milano e Catania e che trasformano e rafforzano la loro amicizia da una prima fase, un po’ ambigua e superficiale, ad una fase di affetto profondo e più che fraterno, pur se caratterizzata da una diversa concezione della sessualità, che non impedirà mai l’annullamento dei loro sentimenti.
Code di gallo
Annalena Aranguren
pagine: 112
Un ricettario di cocktail sui generis, nato durante il lockdown del marzo 2020 a seguito della pandemia di Covid19.
L'autrice, bartender per diletto, accompagna le ricette con citazioni, consigli musicali e gastronomici per rendere l'ora dell'aperitivo davvero speciale.
Nigredo
Istruzioni per estrarre dai vegetali e da se stessi le virtù essenziali
Gabriele Laguzzi
pagine: 64
Un percorso spagirico a tutto tondo dove le istruzioni in esso contenute hanno una valenza doppia: sia per la lavorazione e la purificazione del vegetale, sia per la lavorazione e la purificazione dell’uomo stesso. Così in alto, così in basso, in una simbiosi circolare di intenti e di processi spagirici per realizzare prima la Tintura, poi l’Essenza e infine il Lapis vegetabilis.
DisArmonie
Filosofia di un mondo capovolto
Toni Colloca
pagine: 152
• Ambiente
• Scuola
• Lavoro
• Rapporto con la Natura
• Giovanili antagonismi
Questi temi sono trattati in cinque brevi dialoghi per riflettere sulla direzione intrapresa dalla folle corsa alla produzione e al consumo delle risorse disponibili. Il Pianeta è in una situazione precaria, così come la vita di miliardi di persone. Le giovani generazioni riceveranno un mondo gravemente compromesso e avranno grandi difficoltà nella vita. In ogni epoca si è ipotizzato un possibile mutamento delle condizioni di vita e si è ricorsi all’utopia per prefigurare un mondo migliore. Attualmente la rassegnazione sta soverchiando ogni desiderio di cambiamento. Molti opinionisti affermano che siamo dinanzi alla fine della Storia e che questo è il migliore dei mondi possibili per cui non è possibile alcun oltrepassamento dell’attuale sistema. L’élite finanziaria che detiene gran parte delle ricchezze mondiali si arrocca nella propria torre d’avorio e guarda con distacco cosa accade nella moltitudine dei diseredati. La forbice tra pochi ricchi e milioni di persone impoverite o affamate, sta aumentando come mai nella Storia. È necessario ribadire che la contraddizione fondamentale è tra ALTO e BASSO, cioè tra coloro che nella moderna società oligocapitalista occupano una posizione dominante e chi vive di precarizzazione e di vendita (più o meno occasionale e, questo, non è irrilevante) della propria forza-lavoro.
Annalisa e Pietro & La festa dei gitani e degli zingari
Carlo Medri
pagine: 70
Sono due racconti diversi tra di loro, ma accomunati da amore e passione. Il primo racconto tratta di una storia d’ amore, tra un avvocato e la direttrice di una casa editrice, mai confessato e mai chiaramente ammesso, che si evolve in vari eventi delittuosi, e con una sensualità impossibile da arginare. Di un altro giovane ed innocente amore molto confuso, ma pieno di vitalità. Il secondo tratta di una festa di gitani in Camargue, cornice di alcuni delitti a sfondo passionale, politico e mafioso. Opera nuova, intensa, piena di considerazioni e concetti, che svaria tra il narcotraffico, la gelosia, ed amori strani ed impossibili.
Il Quattro occupato
Ostia, 1957-77. Sogni e bisogni di una cittadinanza attiva
Stefano Cucchiero, Sandro Di Biagio, Roberto Rossi ...
pagine: 168
Il “ Quattro occupato”, con la prefazione di Marco Baliani, è una operazione culturale volta narrare, soprattutto ai giovani, cosa può avvenire quando un popolo, cosciente dei propri bisogni, li tramuta in sogni concreti. Senza retorica, senza nostalgia, sempre sul filo dell’ironia si snoda la narrazione del fatto politico più partecipato della storia di Ostia. Per chi c’era molto di più di un Amarcord, per chi non c’era la scoperta di una storia a lungo negata. Un pezzo di memoria che torna al suo posto esattamente 45 anni dopo.
El retorno del Principito
José Cavalieri
pagine: 124
"El Principito" indudablemente ha dejado un signo en todos Ics que lo han leido. Ha sido un estfmulo luminoso para la sensibilidad y la imaginaci6n de enteras generaciones.
El autor de "El Retorno del Principito" nos dice: " ... lo que senti entonces fue la disoluci6n de ese sentimiento de soledad y de diversidad: en algun lugar muy lejano habfa alguien que, corno yo, sentfa la necesidad profunda de presenciar los atardeceres ... ".
Esta es la historia de un extrafio mendigo contada por uno de Ics personajes de la novela que, a finales del siglo XX, fue testigo de Ics dias que el viejo linyera transcurri6 justo debajo de la ventana de su apartamento en Paris. En estas paginas encontraran el motivo por el cual nos relata la historia solo veinte afios después y también por qué a este viejo 'clochard' lo llamaron "El Principito".